Opere rifiutiste nel giardino di trogoni

Opere rifiutiste nel giardino di trogoni
Opere rifiutiste nel giardino di Trogoni

autoritratto con copricerchioni persi per la strada

autoritratto con copricerchioni persi per la strada
Autoritrattratto rifiutista con copricerchioni persi per la strada

l rifiutismo

Opera d'apertura "La fenice risorge dalle macerie". Il “RIFIUTISMO” l'ho creata negli anni ottanta utilizzando rifiuti che perdono la loro funzione originale per decontestualizzarsi e assumere una dimensione Senza Tempo, dove gli oggetti usati e buttati via trovano nuova vita. Il mio intervento è limitato per non stravolgere del tutto la natura degli oggetti. Appassionato di archeologia ho cominciato negli anni ottanta a realizzare opere di questo tipo con materiali raccolti di fianco ai bidoni della spazzatura, sulle strade e dalle macerie delle case in sasso di Casa Trogoni. Se prendete qualsiasi oggetto comune trovato per le strade e buttato via da qualcuno, se andate come ho fatto io a raccogliere ruderi di case diroccate e di stalle, se prendete dai bidoni della spazzatura i vostri residui come per esempio le scatolette di cibo, di detersivi ecc... e li portare in altre situazioni, vi appariranno sotto un’altra luce. Vi parleranno di tante cose che nemmeno immaginate, se riviste qualche tempo dopo. Il mio intervento è limitato nell’esaltare questa diversità, l'usura, la trasformazione che la natura e l’uomo gli hanno impresso con i loro interventi. Del resto, se consideriamo “arte” tutti gli oggetti antichi del passato e li conserviamo come reliquie, perché non considerare anche questi oggetti della quotidianità come tali? Basta solo che li guardiamo in modo diverso e li proiettiamo nel futuro
Carlo Soricelli

Opera Opening "The phoenix rises from the rubble." The "RIFIUTISMO" I created in the eighties using waste that lose their original function for decontextualize and assume a dimension without time, where objects are used and thrown away new life. My intervention is limited to not distort completely the nature of the objects. Passionate about archeology, I started in the eighties to produce works of this type of materials collected from garbage cans, on the streets and from the rubble of the stone houses of Casa trogons. If you take any common object found in the streets and thrown away by someone, if you go as I did to collect ruins of dilapidated houses and stables, if you take the trash cans your food waste and bring them in other situations, objects will appear in a different light. We will talk about many things that not even imagine if magazines some time later. My speech is limited in exalting this diversity, wear, the transformation that the nature and the man have impressed with their work. Moreover, if we consider "art" all objects of the ancient past and preserve them as relics, why not consider these everyday objects like these? We only need to look at them differently and project them into the future
Carlo Soricelli

Di Marzio Dall'Acqua
Febbraio 1994

Il desiderio di raccogliere i rifiuti del mondo per dare ad essi dignità artistica accomuna Soricelli all'arte povera, ad una poetica che ha qualche cosa di romantico, di utopico, nel sogno demiurgico di toccare l'informe, il corrotto, il degradato, il rigettato e trasformarlo in oggetto estetico, dargli dignità rappresentativa, inventiva e visiva.
Soricelli è estremamente in sintonia con i nostri anni, questi ultimi, così degradanti, così poveri e così ingombrati da rifiuti, impacciati dai relitti sempre più straboccanti di un consumismo insensato che ha reso eterno, con le plastiche, quello che doveva essere caduco, quello che si doveva usare per una volta, per un giorno, quello che non doveva impicciarci, ma ridarci libertà, tempo, fantasia, umanità, quello che era la negazione del reale fino ad allora concepito - il piatto, il bicchiere, la sporta, la bottiglia, etc., all'infinito - per sostituirlo con originalità, con un richiamo attraente, in una metamorfosi continua e sorprendente, quasi per inscatolare, infiocchettare, abbellire la vita.
Il risveglio - forse non ancora compiuto del tutto - è stato molto duro. Un risveglio al margine di un monte di rifiuti, al centro di un'immensa discarica che ci rimanda inossidabili, nella loro squallida persistenza fisica, tutti gli oggetti prodotti dalla nostra cattiva coscienza. Soricelli come un mago li assembla, li raccoglie, li trasforma, non senza farci la morale, ovviamente, non senza suggerire - sin dal titolo di ogni sua opera - un giudizio di valori, un richiamo agli ideali. In Soricelli c'è qualcosa del profeta. Egli si fa voce che guida nel deserto.
Questo suo desiderio di bellezza totale e totalizzante, talora ruvida, apparentemente disadorna, si affianca ad un'alta oratoria, un po' retorica come è per tutte le profezie, ma che ha comunque un indubbio valore di merito, un chiaro richiamo morale.
Ma Soricelli non chiude il suo mondo a questo urlo apocalittico, sa anche graffiare con l'ironia ed il sarcasmo, sa farsi tenero con la scoperta di un gusto ludico solare, sa essere complice in ritrovati piaceri infantili. Soricelli deve e vuole ridipingere il mondo, regalare ad uno sperduto viandante nei boschi il piacere di scoprire una traccia, una presenza umana, dipingendo i sassi di un poco praticato percorso, di alberi fitti nel loro naturale rigoglio.
La vera dimensione di Soricelli è dunque quella di pensare attraverso l'arte, di vivere attraverso il linguaggio creativo, nelle scoperte di una pittura che liberamente sconfina nella scultura, che trapassa nell'oggetto per rarefarsi nel progetto, per cercare il bagliore illuminante dell'assemblaggio di materie, in un gioco infinito di soluzioni, di idee e di ricerche, per cui l'artista stesso si propone come creatore e centro di ogni possibile metamorfosi, di ogni mutamento.



Soricelli è un artista nuovo ed originale rispetto al panorama naif.
Le sue opere non ci raccontano il mondo contadino filtrandolo attraverso la lente spesso deformante dei ricordi, ma la vita urbana che stiamo vivendo.
Raccontare il presente è una scelta difficile che obbliga a camminare su un filo sottilissimo, sospeso tra la banalità e la retorica; è un'impresa che riesce soltanto agli artisti veri.
Soricelli ci parla della nostra società, del degrado metropolitano, degli emarginati, dei poveri, degli umili e lo fa con grande poesia.
I suoi personaggi hanno un'anima. Sono poveri fuori, ma ricchi dentro; ricchi di una serenità che è pace, coscienza e felicità. Essi vanno in Paradiso, ci vanno con quelle enormi ali che sbucano dalla giacca e con i loro umili vestiti.
E' come se una grande giustizia superiore riscattasse le loro condizioni donandogli una ricchezza più grande che non è esterna, materiale ma interiore e superiore.
Anche i cani vivono la stessa situazione: sono tristemente felici.
Nella loro condizione subalterna e terrena sono altrettanto dolci, commoventi, sereni.
Il linguaggio di Soricelli è vario e la sua carica espressiva è come un fiume in piena che porta messaggi diversi.
A volte parla con la "poesia" e il suo linguaggio, pur nella sua complessità, è semplice, chiaro, frutto probabilmente di un grande lavoro personale di sintesi.
Altre volte si esprime con i "pugni" e il linguaggio è duro , tormentato, difficile e probabilmente ci racconta di un artista mai pago, di un artista che ricerca continuamente nuove vie, nuove tecniche, nuovi messaggi non ancora chiari nella sua e nella nostra testa.
In genere le tecniche che utilizza sono povere ma di grandissima efficacia per il messaggio che vuole comunicare.
L'uso dei materiali semplici degli oggetti quotidiani, dei rifiuti decontestualizzati, lo aiuta molto in questo lavoro di denuncia nei confronti della nostra società.
Una società cattiva, che consuma, che emargina e uccide ma alla fine perde.
Quello che rimane veramente sono questi umili personaggi con un'anima pura e grandi ali.
Sono questi cani alla catena, queste cucciolate tristi ma enormemente felici.

Luciano Pantaleoni
Correggio, 1995

La Fenice risorge dalle macerie

La Fenice risorge dalle macerie
il suona del vento nei vecchi tegami

Regala un sogno, regalagli un'utopia che scala il cielo. Il vecchio cavalletto dispiega le ali dell

Regala un sogno, regalagli un'utopia che scala il cielo. Il vecchio cavalletto dispiega le ali dell
Regalagli un sogno, regalagli un'utopia che scala il cielo. Il vecchio cavalletto dispiega le ali dell

L'albero dai mille colori della grande musica

L'albero dai mille colori della grande musica
L'albero dai mille colori della musica creta dai grandi musicisti del passato sui dischi in vinile

Urlo rifiutista

Urlo rifiutista
Quest'opera di grandi dimensioni è stata fatta su compensato trovato di fianco ai bidoni della spazzatura, parti dell'opera sono state prelevate da un manifesto che si era deteriorato e staccato dal cartellone pubblicitario,poi dipinti, scritte pubblicitarie strappate a caso e dipinte "vedendo" quello che l'incoscio mi faceva vedere. E' un urlo contro il caos del nostro tempo

Fuga delle vecchie tavole che non si volevano far bruciare

Fuga delle vecchie tavole che non si volevano far bruciare
Fuga delle vecchie tavole che non si volevano far bruciare. Opera realizzata con le macerie di una vecchia casa in sasso a casa trogoni di Granaglione

Le lacrime di Dior

Le lacrime di Dior
Le lacrime di DioI

Nike

Nike
Dalla Nike al Rifiutismo, l'involuzione nella storia dell'Arte

Aiax antibatterico 99% festeggia 30 anni

Aiax antibatterico 99% festeggia 30 anni
Foto ricordo della famiglia Estintori

Fonta rifiutista

Fonta rifiutista
Fontana rifiutista a Casa Trogoni

VW

VW
I copricerchioni caduti sulla bazzanese. Avevo messo lassù in cima quello della Volkswagen, con un pò di sano patriottismo avevo visto che anche i bravissimi tedeschi facevano auto che li perdevano. Poi è arrivato lo scandalo delle centraline che li ha fatti tornare tra gli umani

I guardiani

I guardiani
I guardiani elettrici

Le opere sono in questo paradiso

Le opere sono in questo paradiso
Le opere sono in questo paradiso

domenica 21 agosto 2016

scarpe sinistre

Compagne scarpe Le scarpe di sinistra Tutte le mattine vado nell’orto comunale di Ceretolo di Casalecchio di Reno. Ogni tanto trovo opere “rifiutiste”. Alcuni ceretolesi buttano la loro roba vecchia in questo spazio che dovrebbe servire solo per gli ortolani come me, dove si dovrebbe buttare solo il materiale organico dell’orto. Ma ci sono lavatrici, ombrelli e materiale di ogni tipo che non si vuole portare fino all’isola ecologica distante udite udite ben tre chilometri. L’altro giorno mi hanno colpito queste due scarpe sinistre che mi guardavano. Sembrava mi dicessero: guarda abbiamo lavorato tutta una vita e siamo state buttate via. Come puoi vedere siamo ancora in gamba, le nostre suole sono ancora intere, siamo solo un po’ usurate, ma ancora in grado di fare grandi camminate. Una mi sembra una scarpa maschia, l’altro di femmina. Non sono una coppia, sono tutte e due sinistre. Ed erano a debita distanza. La femmina coi suoi grandi occhi sembra molto più giovane, anche se con il tacco più usurato. Il maschio porta anche gli occhiali da presbite. I loro occhi mi supplicavano: dai prendici, portaci con te, te ne saremo grati. Non siamo state solo rottamate, ma addirittura discaricate….La femmina poi porta ancora un rosso sbiadito sul naso. Le loro bocche hanno gli angoli rivolti verso il basso, segno della loro amarezza. Sembra mi dicano: ma come, siamo stati fedeli per una vita e ci buttate via così? Povere scarpe di sinistra che tristezza mi mettete. Ma poi una domanda mi sorge spontanea: se non sono una coppia, anche di fatto, i loro compagni scarpe di destra dove sono? Stai a vedere che appena hanno sentito l’aria che cambiava hanno gridato: guarda che noi non siamo di sinistra. Appena si è presentata l’occasione abbiamo preso le distanze. Ma dove sono le destre? Cerca, cerca, ma non le trovo. Perché qui ci siamo solo noi scarpe sinistre? Loro, le destre sono state più furbe e intelligenti. E opportuniste. Si, si sono adeguate e finalmente hanno potuto urlare: ma che sinistre, noi siamo sempre state destre. Siamo state costrette ad andare in coppia con loro, con quelle sfigate di sinistra. Ma mi dicono le sinistre: vedrai che un posticino per camminare le destre l’hanno trovato. Rifiutismo.blogspot.it

lunedì 25 luglio 2016

Ho donato ai sindaci di Casalecchio Massimo Bosso e di Zola Predosa Stefano Fiorini una piccola opera rifiutista che ho proposto agli amici di F. Le opere uniche sono state realizzate con la collaborazione dei cinesi "scatole", i cittadini di Casalecchio di Reno e di Zola Predosa. Tutte le mattine, andando da Ceretola (quartiere di Casalecchio di Reno ) a Riale di Zola Predosa raccolgo i mozziconi di sigarette che vengono buttati per le strade e "inscatolati" li faccio diventare piccole opere d'arte collettive. Se sono state considerate opere d'arte i tagli di Fontana e le "cacche d'artista" di Manzoni. perchè non lo sono le "cicche" che con gestualità vengono buttate per le strade. Alcune cicche le ho anche accese. Il rifitusmo che pratico dagli anni ottanta credo sia una forma d'arte estrema. devo dire di essere stato un pò invidioso quando ho letto che l'artista afroamericano Theaster Gates https://en.wikipedia.org/wiki/Theaster_Gates, vende le macerie per decine di migliaia di euro.....io mi accontenterei di molto meno, anche con le macerie di Casa Trogoni con cui ho realizzato molte opere (molto prima di Gates) almeno in quelle un intervento artistico c'è un ontervento "artistico"- Per chi vuole (gratuitamente) una scatola con cicca me lo faccia sapere. c'è la versione "scatola nera" e "scatola rosa" Ne proporro una anche al sindaco di Bologna Virgilio Merola. http://rifiutismo.blogspot.it/ Portatemi un "rifuto bello da vedere, io ve lo firmo gratuitamente Theaster Gates - Wikipedia, the free encyclopedia Theaster Gates (born August 28, 1973) is an American Social Practice installation artist. He was born in Chicago, Illinois, where he still lives and works. Gates' work has been shown at major museums and galleries internationally and deals with issues of urban planning, religious space, and craft. H... en.wikipedia.org